Forse Cupido non usava a caso l’arco e le frecce

Le tele alle pareti, così come gli affreschi del soffitto, della sala centrale del Palazzo Mercuri narravano un altro amore complicato. Anche in questo caso i protagonisti non si erano lasciati scoraggiare dagli ostacoli e, lottando contro le avversità, avevano fatto vincere i propri sentimenti. Anche Giorgia e Andrea erano tanto differenti, fino a qualche giorno prima lei avrebbe detto: troppo diversi! Come mai aveva cambiato idea? Era stata davvero l’aria romantica respirata in quelle tappe? Poteva essere che l’amore, intriso nelle mura delle rocche, tra i tasselli dei mosaici millenari, nei 367 gradini del soccorso coverto, tra le reliquie di un Santo e nelle leggende del mare, ora stesse sgorgando abbondante? Forse Cupido non usava a caso l’arco e le frecce, ma sceglieva bene chi colpire e di certo era appassionato di storie impossibili.
(©2020 – Maria Castaldo e Giovanni Fabiano. Tratto dal nuovo romanzo sull’Itinerario Romantico). Coming soon.

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